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Recensione di “High off Life”: Future è già una leggenda

Future ha recentemente pubblicato “High Off Life”, il suo ottavo album che, secondo le previsioni, debutterà alla prima posizione della Billboard. Il nuovo arrivato è il sesto album consecutivo con cui Future raggiunge questo ambito risultato, creando una striscia difficile da ripetere che racconta la sua importanza per il pubblico, non solo per la scena che ha già influenzato pesantemente. Nonostante l’hype su Future non sia più quello del 2015, il rapper di Atlanta è riuscito a soddisfare i suoi fan con un prodotto di qualità.

Già dalla prima traccia, Future ci fa capire che in questo disco non ha intenzione di tradire il suo stile. Automobili, droghe e flow quasi psichedelici non ci abbandoneranno neanche in “High Off Life”. Proprio in questo intro è significativa la frase “I can’t be a role model, cause i’m a trap king”, che indica che Pluto darà continuità alla sua imitatissima cifra e che per lui, nonostante i quasi 37 anni, non è ancora ora di maturare del tutto. Nonostante la lunga carriera, costernata da moltissimi progetti, per Future non è neanche il momento di diventare scontato, visto che in “High off Life” ci propone alcuni dei suoi flow più innovativi, su un ventaglio di tematiche molto più varie di quanto ci si potesse aspettare.

Se da un album il cui titolo è “La parte migliore della vita” ci si poteva prospettare Future che celebra, come da abitudine, il suo lifestyle, l’ottavo album ufficiale del rapper del Lil Mexico contiene sfumature molto interessanti. In “Solitaires” con Travis Scott, Future scherza sul fatto di aver bisogno di uno psichiatra mentre esalta la sua bella vita durante il Covid-19. In “Ridin Strikers”, invece, l’artista sembra quasi sentirsi in colpa per le sue dipendenze e la sua follia, come dimostra la frase “won’t enjoy life if it ain’t toxic”. Un altro picco dell’album è “Posted with Demons”, in cui Future fa ancora autocritica sul suo modo sregolato di vivere la vita, su una base emotiva che, alternando flauto e violino, può ricordare la famosissima “Mask Off”. Come dimostrato dai pezzi con Lil Uzi Vert e YoungBoy NBA contenuti in “High off Life”, Future non si piega neanche nel confronto con artisti molto più giovani. In “Accepting my flaws”, Pluto ci regala anche una traccia d’amore, in cui l’artista consegna il suo cuore ferito alla sua ragazza, che lo sta aiutando a combattere i suoi numerosi demoni che sono menzionati nel pezzo. La voce del rapper diventa quasi roca in questo pezzo, conferendogli ancora più emotività.

Dopo questa ennesima prestazione fantastica in “High off Life”, Future conferma il suo status di leggenda vivente. Nonostante una carriera di poco più di 10 anni, Future ha già messo a segno ogni tiro che ha preso, senza perdere mai credibilità o fama. Un artista come lui, che riesce a fare del suo stile consumista e tossico un vantaggio per raccontare i suoi più oscuri ma anche i suoi più lucenti sentimenti, è qualcosa di speciale, il tutto senza mai perdere la sua popolarità. Ancora più speciale se si considera che Future è uno degli artisti che ha modellato e creato la trap e il suono dell’intero rap di oggi. Nayvadius D. Wilburn è uno dei pochi artisti che può far parlare sia la sua musica, sempre di qualità ottima nonostante la pubblicazione di più progetti ogni anno, sia i numeri e l’influenza che ha avuto. Future probabilmente vanta anche gli album collaborativi più prestigiosi degli ultimi anni, con Young Thug, Juice Wrld e Drake.

Se questa non è una leggenda…

Articolo di Matteo Pinamonte.

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