La consacrazione di Benny The Butcher

È uscito il 16 ottobre 2020 il nuovo album di Benny The Butcher, su Griselda Records e interamente prodotto da Hit-Boy, producer vincitore tra l’altro di un Grammy.


Lavoro composto da 12 tracce nelle quali troviamo collaborazioni di tutto rispetto con Big Sean,Lil Wayne,Freddie Gibbs e Rick Ross,soltanto per citarne alcuni. Burden of Proof segna la definitiva consacrazione del rapper originario di Buffalo. Passando invece all’aspetto acustico ci accorgiamo subito che andremo ad ascoltare un album interamente prodotto grazie ai suoni della 808 e da una miriade di synth e campionamenti nei quali il ruolo del produttore gioca una parte fondamentale. Una scelta, quella di puntare su strumentali old school, che paga e non poco la perseveranza di Benny The Butcher, che riporta alla luce un sound rimodernizzato spesso dimenticato per lasciare spazio a nuove tendenze sonore.


Testi invece interamente dedicati a vita di strada vissuta in prima persona a Buffalo. Il rapper racconta anche aneddoti e vite di personaggi poco raccomandabili della sua città. Ad esempio “Sly Green” è dedicata interamente all’omonimo gangster di Buffalo, del quale non abbiamo nessuna informazione anche cercando nel web.
La perdita del fratello e il rifiuto di una vita fatta di criminalità sono altri argomenti che l’artista affronta nei brani, nei quali Benny The Butcher racconta anche di come siano cambiate le persone intorno a lui una volta arrivato il successo.
Concludendo, Benny e Hit-Boy riescono a sfornare un album molto interessante, nel quale si mescola perfettamente lo stile rude del rapper con le basi old school del produttore. Un lavoro ricco di tecnica, sia canora che produttiva, capace di trasportarci in un mood anni 90 ormai diventato merce rara nel settore.

Di Donatello Marmora

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