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Yazee: “Lucifero è uno dei pezzi più innovativi degli ultimi 10 anni”

Sono passati quasi due anni dall’uscita del pezzo “Lucifero” con Nitro ed ancora oggi – come la copertina realizzata da Moab – quel brano rappresenta una mosca bianca rispetto a ciò che offre il mercato musicale italiano.

L’amore per la black music e il tuo passato con la musica elettronica sono stati il giusto connubio per la realizzazione del beat, è corretto? In particolare modo quali sound ti hanno influenzato maggiormente in quel periodo?

Sicuramente la mia vecchia passione per le sonorità funky house ed il soul sono stati gli ingredienti principali per la riuscita del pezzo. Un altro elemento fondamentale è stato la UK Garage, riascoltando dei vecchi pezzi di Craig David mi è venuto un lampo di genio, l’idea era di far riflettere l’ascoltatore e allo stesso tempo farlo ballare, ovviamente tutto questo è nato passo dopo passo con Nitro in TDLab studio, un lavoro di squadra.

Quando e come arrivata la chiamata da Colors? E qual è stata la loro reazione al brano finito?
Nitro mi contattò dicendomi che c’era la possibilità di partecipare a Colors e che la bozza di un beat che aveva già in cartella era perfetta per le sonorità del format, fu la notizia più bella mai ricevuta, Quel canale YouTube rappresenta tutto quello in cui credo e mettermi a confronto con dei colossi come Schoolboy Q, Jorja Smith, 6lack mi sembrava un traguardo da raggiungere solo in un sogno, invece ora è realtà, la redazione di Colors rimase sbalordita, ed io ho avuto la conferma che il mio suono è internazionale ma soprattutto competitivo anche oltreoceano.


Se dovessi scegliere un artista americano che si sposi bene per un remix di Lucifero chi sarebbe?

Kendrick Lamar o Anderson Paak.

Quanto è stato influenzato il suono e la visione della musica in italia quella produzione?
Il mio approccio è americano, quindi ho una visione più BLACK della musica, le mie influenze arrivano dall’estero, dell’Italia c’è ben poco, amo il mio paese Ma non amo il suo spirito conservatore, è limitante e non fa bene alla creatività, devi osare se vuoi essere ricordato.


Partecipare ad un format dove si mette in risalto la pura essenza artistica ed essere i primi italiani a farlo è sicuramente una grande soddisfazione; quale altro artista italiano vedresti bene?
Johnny Marsiglia sarebbe perfetto, ammiro il suo approccio alla musica, è uno con le palle.


Nitro in quel brano dice “fanno l’epidemia per venderti la cura”, riascoltarlo proprio in un periodo dove stiamo vivendo una pandemia fa riflettere. Secondo te, se e come cambierà il sound in Italia dopo questa situazione?
Dopo “Lucifero” io e Nicola abbiamo dato il via ad un cambiamento, un cambiamento simile a quello della quarantena, lo dico con tutta franchezza, è uno dei pezzi più innovativi degli ultimi 10 anni, prima che uscisse intorno a me sentivo dire che quelle sonorità in Italia non sarebbero mai andate perché culturalmente lontane dalle nostre, è una grandissima balla, la verità è che se nessuno osa, l’ascoltatore medio farà sempre fatica a comprendere determinate sonorità.

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