“Voglio comunicare!”: intervista a Lowchano

Qua sotto trovate la nostra intervista a Lowchano, giovane artista che si sta facendo notare grazie a singoli di sempre maggior successo.

  • In Facetime parli di un amore che nasce e muore su internet, in cui il contatto diretto sembra essere secondario, quasi irrilevante. Ti è mai capitato di vivere una storia d’ “amore” simile?    
  • In FaceTime parlo di una storia nata tra likes tattici e nudes . Non dico che succeda sempre ma è una realtà da anni ormai. Anche se a contatto fisicamente, per noi ragazzi è normale ricevere o addirittura scambiarci foto del genere con le ragazze. Non lo trovo sbagliato (dipende sempre dalle circostanze) penso faccia parte della “fase flirt”. L’hanno fatto un po’ tutti – chi nega mente hahaha 
  • Qual è, secondo te, la conseguenza più grande che provoca l’assenza di contatto in una relazione?
  • Beh non so dirti. Per la musica mi sono ritrovato spesso a distanza durante le mie relazioni e credo che finché è poco tempo possa far bene. Dopo un po’ penso sia difficile, anche aldilà dell’aspetto fisico, credo ognuno abbia bisogno di contatto.
  • Pensi che in un futuro prossimo, questa moda di affrontare una relazione o una semplice conoscenza dietro uno schermo possa finire o, quantomeno, ridursi sensibilmente?
  • Fa parte dell’evoluzione del mondo. Vedo le cose cambiare anno dopo anno e anche se non conosco la direzione, non credo si farà marcia indietro. Penso sia fondamentale una consapevolezza personale da parte nostra, approcciarsi al futuro senza necessariamente perdere l’essenza dei rapporti umani diretti. Il fatto è che abusiamo di ogni cosa ci capita davanti, invece di sfruttare i mezzi a nostra disposizione senza lasciarci inglobare.
  • Che consiglio ti sentiresti di dare a chi preferisce chattare anziché parlare faccia a faccia con un’altra persona?
  • Non credo siano necessari consigli o discorsi motivazionali, semplicemente… sveglia!!!
  • Secondo te, quanto siamo vittima dei social network al giorno d’oggi? Quanto lo sono anche gli artisti?
  • Abbastanza! Penso che in fin dei conti generino ansia, insoddisfazione. Lo vedo ogni giorno: ti sbattono in faccia ciò che magari non hai, che sia una macchina veloce o un gruppo numeroso di amici – mettici pure il bisogno di approvazione… cose che condizionano la tua idea di felicità. Però boh, se non ci fosse il social ci sarebbe qualcos’altro a fotterci la testa, si ricollega anche questo al discorso di prima su quanto è fondamentale una propria consapevolezza.
  • In Trasparente hai collaborato con Boro Boro, altro cantante rap/reggaeton molto in hype negli ultimi tempi. Come è nata la collaborazione con lui?
  • Un classico, ci conoscevamo da un po e abbiamo deciso di collaborare. È un artista diverso da me e influenzarci a vicenda ha reso l’idea del feat ancora più interessante, due dimensioni diverse ma anche vicine su alcuni aspetti! Lo rifarei
  • La trasparenza è la proprietà che permette di vedere “oltre”. Un vetro è trasparente, e quando le radiazione lo trapassano, siamo in grado di vedere cosa c’è oltre. Talvolta, però, può capitare di prendere un abbaglio anche nella trasparenza. Ti è mai capitato di rimanere abbagliato nella vita?
  • Hahahahahah, se mi è capitato? Diventare “Trasparente”è la conseguenza di una moltitudine di abbagli. Più che una mia caratteristica effettiva è un buon proposito. Quando dico di essere trasparente intendo anche dire che agisco in base al mio istinto e alle mie considerazioni, mai con l’intenzione di fare del male. Manipolare,premeditare… sono cose che non mi piacciono, sono perché gli eventi seguano il loro normale corso
  • Quanto c’è di trasparente in ciò che ti circonda?
  • Mica molto, ma non solo per me… ma sono fortunato. Diciamo un 40% che lascio alla famiglia, alcuni buoni amici e collaboratori. Spero di conoscere sempre più persone a posto. I’m lookin for good vibes.
  • Quest’anno sei uscito con molti brani. Tre su tutti, i già citati Trasparente e Facetime, e Nena oh nana. Sei nato a Buenos Aires, e l’influenza latina la possiamo ritrovare sia a livello lirico che a livello musicale. Nel testo di tutti e tre i brani troviamo numerose frasi in spagnolo, e ciò ti dà uno slancio ancora più internazionale. Pensi ti riuscire a sfruttare tale bilinguismo per portare avanti un progetto parallelo esclusivamente in spagnolo per un mercato estero?
  • Anche aldilà della musica. L’essenza Latina la percepisci se mi conosci. Per me il bilinguismo è un’occasione fantastica e  sono grato alle mie origini. Ciò di cui mi parli è un’idea che ho sempre avuto e rimane uno dei miei obbiettivi principali con la musica. Voglio comunicare!
  • In questi brani ti sei fatto affiancare da Emvnuel, che ha prodotto numerosi brani tuoi e non solo. Che feeling si crea in studio durante la stesura di un brano? Come lavorate le vostre idee?
  • Emanuel è un tipo strano almeno quanto me. Non abbiamo il classico approccio durante le studio session, generalmente facciamo brain-storming sul da farsi.. poi fumo e lui mi sopporta finché non arriviamo al risultato. Abbiamo decine di canzoni insieme collaboriamo ormai da anni. Tenetelo d’occhio perché brillerà.
  • Progetti futuri: cosa dovremo aspettarci da Lowchano nei prossimi mesi?
  • Vi riempirò la testa di musica. Pubblicherò e spingerò finché la mia vibe sarà chiara a più persone possibili, finché quando sentirai “Delanoche “ ti verrà in mente tutto il nostro universo, quasi a toccarlo con mano. Non ho neanche iniziato, preparatevi!

Intervista di Amedeo Tavolozza

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