Gué Pequeno: un artista in continua evoluzione

“Nasco il 25 Dicembre come Cristo” attacca Gué Pequeno (al secolo Cosimo Fini) nella strofa di Dogologia (Club Dogo, Vincenzo, Marracash), tratta dall’album Ministero dell’Inferno della crew romana Truceklan.

Gué da circa un paio di decadi occupa una figura di rilievo nel rap italiano, dal primo disco con le Sacre Scuole (Il Guercio, Fame aka Jake La Furia, Corvo D’Argento aka Dargen D’Amico) 3 mc’s al cubo fino ad arrivare alla firma Def Jam/Bhmg e l’album Sinatra, con incoronazione finale che si terrà il 16 Marzo 2019 al forum d’Assago, palazzetto che negli ultimi anni, in campo di rap, ha visto sold out di J-Ax & Fedez (ben 4 di fila nel 2017), Ghali e Salmo, e vedrà esibirsi, sempre nel 2019, anche Sfera Ebbasta che, stando a quanto dicono i numeri, pare essere il rapper italiano più ascoltato in Italia e all’estero, grazie anche alle numerose collaborazioni internazionali con rapper e producer più o meno noti, da Rich The Kid a Sch, da Quavo a Miami Yacine, giusto per citarne alcuni.

Oggi Gué compie la bellezza di 38 anni, più orientato verso gli “-anta” che verso gli “-enta”. Ma nonostante questo, Gué sembra non temere competizioni nel rap game, a tal punto di aver collaborato, nel suo ultimo disco, con le figure più importanti della trap italiana, perlopiù tutti i giovani (oltre, ovviamente, ai colleghi e amici di una vita): due nomi su tutti, Sfera Ebbasta e Capo Plaza.

 

Sacre Scuole: la formazione primitiva pre-Club Dogo.

Per i più giovani ascoltatori di rap, che forse non conoscono nemmeno chi siano stati i Club Dogo, ebbene sappiate che ancora prima dei Club Dogo, la formazione del gruppo di Gué (che si chiamava Sacre Scuole) era di Jake La Furia, Gué Pequeno e Dargen D’Amico. 3 mcs, che inconsapevolmente, con la loro voglia di fare musica e col primo disco (interamente autoprodotto ed autodistribuito) 3 mc’s al cubo, saranno destinati a passare per sempre alla storia nel rap italiano. Oggi, infatti, un disco come 3 mc’s al cubo dire che vale oro sarebbe non proprio un’esagerazione ma quasi: basti farsi un giro su vari siti, in cui i venditori (se ce ne sono) non scendono sotto la cifra dei 300 euro, se si è fortunati.

Il disco non è presente più in nessun sito di musica, e ci si deve accontentare solo di copie rivendute a cifre stratosferiche. Né Spotifypiattaforme di digital download, né alcun’altra piattaforma di streaming presenta al suo interno un disco come quello delle Sacre Scuole. Ci si può, però, accontentare di YouTube.

All’interno dell’album, il trio aveva deciso di coinvolgere nomi come Caneda, Don Joe (che successivamente diventerà produttore di fiducia dei Club Dogo, capitolo successivo a quello delle Sacre Scuole), Chief & Zippo (all’epoca molto vicini già a nomi come gli Articolo 31 e la Spaghetti Funk) e la cantante r’n’b Irene Lamedica (collaboratrice di Jovanotti, uno dei nomi più in vista all’epoca, ma diametralmente opposta dal punto di vista musicale ad artisti come Fabri Fibra, che in Venerdì 17 la farà cadere sotto le sue rime scatenate, nella rima “odio Irene Lamedica e il suo cazzo di r’n’b/per colpa sua non mi conosci, non esisto come mc”).

Già dal primo disco si capisce molto delle liriche di Gué Pequeno: a metà strada tra ignoranza e sofisticatezza, commistione di autocelebrazione e una vasta cultura fornitagli dall’indirizzo percorso al liceo, il classico, affrontato senza difficoltà di studi, ma con una bocciatura per la condotta. Proprio alle superiori, Gué conoscerà Dargen D’Amico. Nel tempo, i due affermeranno proprio di aver fatto le superiori insieme.

 

Lo scioglimento delle Sacre Scuole: dopo.

In seguito alla realizzazione del primo disco con le Sacre Scuole, a causa di litigi tra Jake La Furia e Dargen D’Amico, il gruppo si scioglie. Jake e Gué, già legati a Don Joe, si legano ulteriormente fino a inglobarlo in un nuovo gruppo, i Club Dogo (attorno a cui nascerà e si evolverà un collettivo di non poca importanza, la Dogo Gang), che da subito si danno da fare per realizzare il loro primo disco, anch’esso gioiellino raro per il rap: Mi fist, pubblicato nel 2002 per la Vibrarecords/Saifam, che all’epoca aveva sotto contratto anche Fabri Fibra, che darà la spinta definitiva con Mr. Simpatia per far entrare di prepotenza il rap in major (correva l’anno 2004).

A detta di Jake La Furia, Mi fist l’hanno dovuto realizzare ben tre volte, in quanto la prima volta a Don Joe gli si era cancellato l’hard disk, e alla seconda gli era stato rubato. Alla terza, invece, è andata tutto liscio.

Nel cd, inoltre, è contenuta anche una canzone di Gué insieme a Dargen, Tana 2000, in cui, però, non era presente Jake. La strofa di Dargen, tra l’altro, è anche nota per essere forse la canzone in extrabeat in italiano più veloce di tutti i tempi, nonostante le numerose accuse complottistiche secondo cui la strofa di Dargen sia stata, in realtà, velocizzata tecnologicamente.

 

Club Dogo e Dogo Gang.

In seguito alla formazione dei Club Dogo, nasce il collettivo a esso legato: la Dogo Gang. Entrambi i nomi sono ispirati alla razza del dogo argentino, simbolo di forza e possanza.

All’interno del collettivo, non solo rapper. Infatti, se è vero che all’interno del collettivo facevano parte i Club Dogo, ed entreranno a far parte successivamente anche artisti come Marracash e Vincenzo Da Via Anfossi, nel collettivo vi erano anche figure della musica rock/punk (Il Presidente), e persone che col business principale del gruppo (la musica), non c’entravano molto (vedi Emi Lo Zio, manager dei Club Dogo per molti anni, ritenuto “cugino” di Jake sia per la somiglianza con il rapper dei Dogo, sia per il loro legame stretto; o ancora, vedi Il Greco, fratello di Emi, anche lui nella crew).

Nonostante negli anni la crew sia andata via via “disgregandosi”, tutti i membri del gruppo hanno sempre affermato che la Dogo Gang vivrà sempre non tanto come realtà fisica, ma come simbolo, per tutto ciò che ha rappresentato negli anni, ben oltre il business e la musica, e come simbolo di amicizia di chi c’era dal giorno zero.

 

Penna capitale.

Penna capitale è il secondo album dei Club Dogo, che in continuità col loro disco precedente (Mi fist), tratta temi che spaziano dalla bella vita (di cui parlavano già in brani come Briatori), alla politica (La notte che rovesciammo l’ordine) fino a brani più personali (Una volta sola, un evergreen sempre richiesto ai concerti del gruppo, un cavallo di battaglia per tutti e tre gli artisti del collettivo).

Sarà proprio con questo disco che i Club Dogo per la prima volta riempiranno i primi locali: nel dvd di Penna capitale in live infatti, i Club Dogo fecero sold out al Rolling Stone, storico locale di Milano, ormai chiuso, durante il quale portarono sul palco tutto il loro ultimo album, oltre alcuni brani di Mi fist e di Marracash tratti da Roccia Music (2005).

Sul palco, inoltre, Gué si esibì con la maglia con la scritta “io amo Gué Pequeno”, che riprende ironicamente la maglia lanciata da Fabri nello stesso anno “io odio Fabri Fibra”. I due chiariranno i motivi in una skit di Gué Pequeno nella ristampa del disco Tradimento, pubblicato nel 2006 e ripubblicato nel 2016 con remix e skit inediti. Se da una parte Fibra, che era passato in major, era visto male da molti dei suoi fan, Gué in maniera molto ironica e in stile hip-hop ebbe l’idea di riprendere quello che all’epoca divenne il motto del rapper marchigiano, con cui arriverà anche a collaborare di lì a 5 anni.

 

Progetti paralleli ai Club Dogo.

Sia Gué che i Dogo, però, non si fermano ai loro progetti. Infatti, nel 2004 avviano un gemellaggio Milano-Bologna con la crew Pmc della quale faceva parte anche Inoki. La Dogo Gang e la Pmc arrivarono dunque a realizzare un mixtape assieme dal titolo Pmc vs. Club Dogo, contenente numerosi featuring, freestyle e strumentali sia inedite che già edite, alcune delle stesse crew, alcune americane.

Nel 2005, Marracash, appena entrato nella Dogo Gang, insieme a Ted Bee, deciderà di raccogliere tutto il collettivo all’interno del suo primo album, autoprodotto, dal titolo Roccia Music, che diventerà anche il nome della sua etichetta musicale indipendente, fondata nel 2013. Molti i brani contenuti nel disco, così come molti erano gli ospiti, anche esterni alla Dogo Gang, come Inoki e Jimmy Spinelli (Pmc), o anche i Co’ Sang (che insieme ai Club Dogo hanno realizzato uno dei brani culto del rap italiano, You know Na-Mi).

Sempre nel 2005, Gué pubblica anche il primo disco da solista, realizzato interamente sulle strumentali di Deleterio (che sarà destinato a diventare producer e dj di fiducia di Marracash). Il disco si intitola Hashishinz sound vol. 1 (la seconda parte del disco non sarà mai realizzata) e vede solo tre ospiti: Marracash, Jake e Rischio (più Don Joe in una strumentale).

Nel 2006, invece, Gué pubblica il suo primo mixtape con Dj Harsh, Fastlife mixtape vol. 1, in cui rappa con amici e colleghi su strumentali straniere, omaggiando anche i rapper oltreoceano. La collana di “fastlife” si ripeterà fino al 2012 a cicli di tre anni e pubblicherà in tutto tre mixtape con questo titolo, per poi fermarsi coi mixtape.

 

2007: la firma con la Virgin.

Nel 2007 per i Club Dogo arriva la loro firma in major, firmando per la Virgin/Emi Music. Con questa etichetta pubblicheranno solo un disco, Vile denaro, che non otterrà il successo sperato.

In alcune interviste recenti, Gué ha affermato che, coi suoi soci, avesse sperperato i soldi del recording budget in feste e ristoranti di lusso, e di aver finito il budget in men che non si dica. A detta sua, del resto, nel 2007 erano ancora inesperti e non sapevano ancora bene come funzionasse il mercato musicale italiano.

Dal disco furono estratti brani come Incubo italiano, Mi hanno detto che… (con campione musicale del brano No coke di Dr. Alban), Tornerò da re (di cui esistono svariate versioni). Gran parte del disco si basa, musicalmente parlando, su campioni musicali prese da altre canzoni italiane o straniere più o meno famose, come successo anche con il loro disco precedente.

In un brano tratto dal disco della Dogo Gang (primo ufficiale pubblicato sotto una major) del 2008, Gué si scuserà coi fan per come era andato il disco precedente, e accusa la sua vecchia major di averli mezzo-truffati.

All’interno del disco, si può ascoltare anche Puro Bogotà, forse la prima canzone veramente famosa dei Club Dogo, la prima a fare milioni di views su YouTube, nonostante il testo fosse stato scritto in poco tempo. La strumentale del brano, come si può sentire, è una base rovesciata prodotta dallo stesso Don Joe, in quanto su quella originale nessuno riusciva a scriverci niente.

 

2008: un anno di pausa.

Nel 2008 i Club Dogo come gruppo decidono di prendersi un anno di pausa, complice anche il passaggio da etichetta ad etichetta. Infatti, nel 2008/2009 firmeranno per la Universal, che già nel 2006 riuscì ad accaparrarsi Fabri Fibra, e nel 2008 anche Marracash e Vincenzo Da Via Anfossi (all’epoca già in Dogo Gang). Lo stesso disco della Dogo Gang, Benvenuti nella giungla, sarà pubblicato con supporto della major, e vedrà alternarsi al microfono Ntò dei Co’ Sang, Karkadan, Duke Montana, i Dogo, Vincenzo, Marra, Montenero, Ted Bundy, Emi Lo Zio, Johnny Lambo

Nel disco è presente anche un rifacimento di Puro Bogotà. Puro medellin è la versione acustica del brano dei Club Dogo pubblicato l’anno prima, il primo vero successone del gruppo, anche questa molto richiesta nei live.

 

2009: il secondo mixtape di Gué e il primo album con la Universal per i Club Dogo.

Nel 2009 Gué pubblica il secondo mixtape con Dj Harsh: stessa struttura del primo disco, con brani più o meno profondi, e altri cazzari, con ospiti al microfono che vanno da Karkadan a Vacca, da Daniele Vit a Bassi Maestro. In particolare, in questo mixtape c’è anche la canzone che presenta, per i gusti dell’autore di queste righe che state leggendo, uno degli esercizi di stile più belli di sempre nel rap italiano, nella canzone Io non ballo feat. Bassi Maestro & Jack The Smoker.

In seguito all’uscita del mixtape, nel Giugno 2009 esce Dogocrazia, primo album in Universal per i Club Dogo. Per la prima volta i Dogo riescono ad arrivare al grande pubblico anche con una hit estiva, Sgrilla!!, che sarà anche remixata da 3 colleghi (Noyz Narcos, Vacca e Nex Cassel), oltre ad aver realizzato due featuring di rilevante importanza: Kool G Rap e Infamous Mobb, entrambi nomi importanti per il rap americano.

Il disco è stato interamente prodotto da Don Joe.

 

2010: la raccolta Rimo da quando mixtape e Che bello essere noi.

Rimo da quando mixtape è il primo mixtape-raccolta di rime di Gué Pequeno, il cui titolo prende spunto dalla frase che Gué più spesso ha ripetuto (e in alcune canzoni continua a ripetere) “rimo da quando”, che nel libro La legge del cane spiega essere una signature, ovvero una specie di marchio di fabbrica di un artista, di un rapper in particolare, affinché possa far riconoscere che una certa canzone sia stata fatta da un certo artista. Non solo Gué ha ripreso questa signature in canzoni realizzate con lui: alcuni nomi che l’hanno fatto sono: Montenero, Marracash, Vincenzo Da Via Anfossi ed Emis Killa.

A fine 2010, i Club Dogo invece pubblicano Che bello essere noi, il loro nuovo album per la Universal, anticipato dal singolo Spacco tutto. Il disco presenta un’evoluzione musicale portato avanti da tutti e tre gli artisti del gruppo, soprattutto dal producer, che inizia a realizzare brani orientati molto verso il genere dance, ma pur sempre con il rap come filone principale del disco.

Cocaina , presente nel disco, che vede anche la partecipazione di Noyz Narcos, è la canzone più discussa del disco: secondo molti, infatti, la canzone favorirebbe il consumo di droga per i giovani, invogliandoli a fare uso di sostanze stupefacenti; di contro, i Dogo, anche in varie interviste e in televisione, hanno respinto l’accusa, facendo notare come la canzone, in realtà, in molti passaggi sia critica e denuncia alla droga, elencando anche tutte le conseguenze a cui porta la coca, morte compresa.

 

Il programma su Radio Deejay.

Nel 2011, i Club Dogo si dedicano al programma su Radio Deejay Un giorno da cani, programma suddiviso in 4 episodi, in cui Jake e Gué si dedicano a lavori totalmente diversi da quello dei rapper. Al termine di ogni esperienza lavorativa, il gruppo si ritrova in studio per buttare giù una canzone che descrivesse il lavoro da loro sperimentato. Gli stessi videoclip sono stati girati sul luogo in cui hanno provato il nuovo lavoro.

I brani, che saranno poi resi disponibili sulle piattaforme digitali, saranno inserite anche nella deluxe edition dell’album dei Club Dogo nel 2012 Noi siamo il Club. I brani sono: Quel bikini, Zona di comfort, Scopa, bocce e scala e In mezzo al banco.

 

La legge del cane.

Nel 2011 è stato anche pubblicato un libro da Gué Pequeno e Jake La Furia. Successivamente, i membri del gruppo affermeranno che non sia stato scritto effettivamente di pugno loro, ma che sia stato scritto da uno scrittore di professione basandosi su un’intervista condotta a mo’ di dialogo tra Gué e Jake (all’interno del libro ci sono anche parti scritte da Don Joe ed Emiliano Lo Zio).

 

Il ragazzo d’oro: scioglimento del gruppo o una pausa?

Il 2011 è anche il tempo dei progetti solisti: se da una parte Don Joe lavora con Shablo a Thori & rocce, Gué pubblica il disco Il ragazzo d’oro, album molto fortunato, dalle sonorità molto avanguardistiche per l’epoca, che inizialmente doveva essere pubblicato solamente come mixtape.

All’interno dell’album, proprio Il ragazzo d’oro, canzone realizzata con Caneda, ha le caratteristiche di una canzone puramente trap, anticipando di molto le sonorità della 808 che andranno di moda nel 2014/2015 circa, con l’avvento di artisti come Sfera e Ghali.

Con l’uscita di questi due album, molti fan iniziarono a vociferare di un possibile scioglimento del gruppo. In realtà, come affermeranno gli stessi componenti, non si trattava di scioglimento, ma di una pausa, per garantire la crescita anche del personaggio Gué Pequeno in parallelo con l’attività del gruppo.

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2012: il terzo mixtape e il nuovo disco.

Il 2012 si apre con la pubblicazione del terzo mixtape di Gué Pequeno, pubblicato in freedownload sul sito della Tanta Roba Label, che conta ospiti come Fedez, Emis Killa, Jimmy Spinelli, Royal Mehdi, Jake La Furia, e anche Ghali & Ernia, ai tempi ancora Ghali Foh ed Er Nyah, dal gruppo Troupe D’Elite, sotto contratto nell’etichetta di Gué ed Harsh.

Nel Giugno 2012 esce, invece, il disco che ha riscosso più successo dei Club Dogo: Noi siamo il Club, album che incoronerà il gruppo e farà ottenere loro numerose certificazioni d’oro, di platino e di multiplatino. Il disco è stato trainato perlopiù dal singolo estivo P.E.S. Feat. Giuliano Palma (ospite che i Dogo hanno sempre desiderato in un loro disco), che spingerà molti detrattori dei Club Dogo ad accurali di essersi venduti alle radio.

Insieme a L’erba cattiva di Emis Killa, l’album dei Club Dogo (che sarà anche ristampato in un’edizione reloaded a Novembre dello stesso anno), è considerato un bestseller per il rap italiano del 2012.

 

Bravo ragazzo: il The blueprint del rap italiano.

Nel 2013, Gué pubblica il suo secondo album da solista, Bravo ragazzo, un album di fondamentale importanza nella carriera del rapper, in quanto gli permetterà di ottenere, anche da solista, il disco di platino, e gli varrà collaborazioni importanti, come quella con il producer Animalsons (francese) e la cantante britannica Arlissa (sotto contratto con la Roc Nation di Jay-Z. E proprio a The blueprint Gué vuole paragonare il suo album: infatti, The blueprint, analogamente al disco di Gué, è stato premiato in moltissime occasioni, e ha riscosso molto successo.

Il disco vedrà anche svariate ristampe, come la versione royal di Novembre, e la versione live pubblicata ad Aprile 2014.

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2014: Non siamo più quelli di “Mi fist”.

A Settembre 2014 è il turno di Non siamo più quelli di “Mi fist”, che al momento sembra essere l’ultimo album del gruppo, nonostante nessuno abbia comunicato lo scioglimento ufficiale del gruppo e nonostante, a detta di Jake La Furia, il gruppo abbia ancora un contratto in Universal per un ultimo album insieme.

Con questo disco, i Dogo vogliono ironicamente prendere in giro i propri detrattori che li accusano di essersi venduti, gli stessi che utilizzano il motto “non siete più quelli di Mi fist” che è diventato ormai un detto comune per indicare la nostalgia di un ricordo passato.

Dopo la ristampa del disco in un’edizione denominata “the complete edition”, pubblicata il 5 Maggio 2015, Gué annuncerà in maniera definitiva di volersi concentrare a lungo esclusivamente sul proprio brand e sulla propria immagine.

 

2015: Vero, un disco dark, un periodo di autoesaltazione.

Nell’Estate 2015 esce Vero, un album dalle sonorità molto dark rispetto agli altri dischi di Gué Pequeno, nato in un periodo di autoesaltazione per Gué Pequeno, dopo gli ultimi anni di intenso successo, dall’album coi Dogo del 2012 al successo da solista nel 2013. All’interno dell’album, oltre alle sonorità all’avanguardia che diventeranno tipiche della trap, possiamo trovare solo 3 featuring: Akon, Joke e Maruego, con strumentali di Animalsons, Don Joe, 2P, Crookers, giusto per citarne alcuni.

Proprio del feat con Akon è quello di cui Gué va più orgoglioso: il brano, infatti, Interstellar, è stato il brano più fortunato del disco, l’unica hit radiofonica che ha fatto sì che l’album si piazzasse in una buona posizione in classifica Fimi.

I featuring internazionali, dunque, nemmeno in questo disco mancano: nemmeno nella ristampa di Novembre nell’edizione royal del disco, con ulteriori ospiti Red Cafe, Galiano e Slim Thug, che arricchiranno ulteriormente la tracklist del disco. Proprio la ristampa di Vero permetterà al rapper di ottenere lo status di disco d’oro con questo disco, e il disco farà da “ponte” tra Vero e Santeria, in arrivo a Giugno 2016, realizzato in collaborazione con Marracash.

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Santeria: Shablo, Gué Pequeno & Marracash, amicizia oltre la musica.

La formazione coinvolta in Santeria è composta da Gué Pequeno, Marracash e il dj/producer Shablo, loro amico e producer da tanti anni. Shablo ha fatto, per il disco, da coordinatore, oltre che da produttore per alcuni brani del disco.

Il disco è nato dopo anni di reciproca conoscenza e stima tra i due rapper milanesi, dovuti alla permanenza di entrambi nella stessa crew. Niente di forzato dunque, nessun progetto studiato a tavolino dalla major, e di conseguenza il disco stesso è un disco molto spontaneo e tutt’altro che forzato. Anche la lavorazione è stata fatta fianco a fianco, come testimoniano i video su YouTube, in cui vengono immortalati i due colleghi che si confrontano su questa e quella idea per un brano, una strofa, una rima, …

Shablo è stato coinvolto, a detta di entrambi, in quanto i due lo avrebbero conosciuto nelle stesse circostanze, ed è venuto quindi naturale inglobarlo all’interno del progetto, in quanto molto preciso e rigoroso nella lavorazione di un album in studio.

Liriche “maledette” e senza contaminazioni; sonorità rap e hip hop, e anche qualche episodio trap (vedi Scooteroni), senza scendere a compromesso alcuno: dall’ironia sberleffa di Cantante italiana, Purdi a brani più intensi come Quasi amici, passando per brani autocelebrativi come Cosa mia.

Ad un anno di Santeria, e dopo due ristampe, il disco riscuoterà circa 5 dischi d’oro e 5 dischi di platino, con numeri che saranno destinati a crescere nel corso dei due anni successivi (2017/2018), grazie all’uscita di un nuovo album di Gué: Gentleman.

 

Gentleman (2017): quando il maestro ha ancora da insegnare ai propri alunni.

Gentleman è il quarto disco da solista di Gué, anticipato dai singoli Trinità, Non ci sei tu e T’apposto.

Pubblicato in due edizioni diverse (14 brani standard + 2 bonus track diverse ad edizione), è un disco caratterizzato da sonorità vaste e differenti le une dalle altre, con influenze trap, influenze vaporwave e influenze latine.

Dal disco sono stati estratti altri singoli oltre a quelli citati: Punto su di te, Milionario (feat. El Micha) e Lamborghini (feat. Sfera Ebbasta). Se Milionario ha accompagnato la crescita del disco per tutta l’Estate 2017, Lamborghini (che ha ottenuto ben tre platini nel giro di pochi mesi), ha invece fatto crescere ulteriormente ed esponenzialmente l’importanza del disco, anche fuori dall’Italia. Con questo brano, infatti, realizzerà ben tre remix: quello con Sfera Ebbasta ed Elettra Lamborghini (che qui verrà notata e messa sotto contratto proprio in Universal e successivamente in Bhmg di Sfera), nipote del fondatore della casa automobilistica, quello tedesco con Kurdo & Majoe e quello svizzero con il giovane talento Pronto.

Il disco non teme confronti con gli artisti più giovani affamati di mercato: Sfera è infatti presente nel disco insieme ad altri artisti giovani come il napoletano Vale Lambo e il sierraleonese Laioung. A fianco di questi nomi, però, Gué invita sul disco anche artisti della sua scuola: da Marracash in Relaxxx a Luchè in Oro giallo, ritenuta una delle strofe più belle del 2017 e di Luchè in generale. L’ospite ritenuto forse più importante del disco è Enzo Avitabile, cantautore partenopeo, che condivide con Gué una canzone in cui il testo è scritto sottoforma di storytelling, tipico di un certo tipo di rap di una determinata scuola, la stessa scuola da cui viene Gué Pequeno. Il brano in questione prende ispirazione sia dai racconti delle esperienze carcerarie raccontategli dal suo amico e collega Frank White che dal film Il profeta di Jacques Audiard, in cui il protagonista, finito in carcere appena maggiorenne, ne uscirà fuori 6 anni dopo totalmente cambiato.

Ciò che emerge dal disco, è la figura di un rapper e di un artista che, nonostante gli anni passino, e con essi anche le mode, ciò che rimane è la bravura e lo spirito di adattamento e di innovazione. Nonostante la sua carriera decennale, Il Guercio ha ancora tanto da insegnare ai giovani talenti del rap italiano, sotto tanti punti di vista, soprattutto da quello lirico e testuale.

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2018: Guérriero: storie di sofisticata ignoranza e Sinatra.

A inizio 2018, Gué pubblica il suo primo vero e proprio libro, dal titolo Guérriero: storie di sofisticata ignoranza. Non un semplice libro, non un romanzo, non un semplice romanzo autobiografico. Tra le pagine si alternano storie di vita vissuta e momenti di riflessione, scritti da un rapper che è riuscito a realizzarsi in un paese arretrato di una decina di anni rispetto al mondo circostante, piene di riferimenti alla cultura più o meno popolare, che sia cultura cinematografica, musicale o letteraria. Proprio in queste pagine emerge tutta la cultura e la filosofia di Gué Pequeno, che esce fuori dalla scrittura tridimensionale del rap, e si cimenta nella scrittura più diretta, quella tipica dei libri, affinché possa far arrivare il proprio messaggio nella maniera più diretta possibile.

A Settembre, dopo aver annunciato l’ingresso nell’etichetta di Sfera, Gué pubblica il suo quinto album da solista, Sinatra, che prende ispirazione dalla leggenda che vorrebbe il noto cantante lirico Frank Sinatra vicino ad associazioni mafiose. In continuità con il disco precedente, anche qui non mancano featuring con giovani artisti esponenti della musica trap.

A colpire del disco è soprattutto la tracklist più concentrata rispetto agli standard “guepeniani”: solo 12 pezzi, di cui 8 realizzati in featuring. L’intenzione di Gué era quella di creare un disco da ascoltare tutto dall’inizio alla fine, senza far skippare alcun brano ai suoi ascoltatori. Il mood del disco, infatti, rimane sempre up: dalle sonorità reggaeton/trap di Bling bling (oro) realizzata con Big Fish (in cui c’è una rivisitazione di Oro di Mango), alla trap più dura di Claro feat. Dark Polo Gang, con episodi di musica latina, come Bam bam con El Micha & Cosculluela, a brani più pop come Sobrio con Elodie, con cui aveva già collaborato durante l’Estate nel brano Nero Bali feat. Michele Bravi & Gué, divenuta hit estiva.

Insieme al disco, Gué è stato anche protagonista di una serie televisiva di tre puntate, andata in onda in esclusiva su Tim Vision e ricaricata poi sul canale YouTube del rapper, dal titolo Sinatra, dalla quale Gué ha anche estratto due ulteriori singoli inediti che si vanno ad aggiungere ai 12 brani già contenuti nel disco: parliamo di Musical mafia (sinatra) feat. Frank White, e di Doppio whisky feat. Mahmood.

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Gué Pequeno: l’imprenditoria, ciò che lo accomuna ai rapper americani.

Da Jay-Z a Kanye West, da Dr. Dre a Lil’ Wayne, da 50 Cent a Nas. Sono solo alcuni dei nomi di rapper americani che si sono buttati, oltre che nel mondo della musica e nel mondo del rap, anche nel mondo dell’imprenditoria.

E anche Gué Pequeno in Italia non è stato da meno. La musica, infatti, non è stata assolutamente la sua unica strada perseguita nel tempo: dalla partecipazione a film porno (Mucchio selvaggio con Trentalance e Beauregarde) alla fondazione dell’etichetta musicale Tanta Roba, dalla fondazione della propria linea di abbigliamento Zen al ruolo di produttore esecutivo ricoperto per il film Parola di Dio, per non dimenticare la gestione della gioielleria a Lugano, la Nove25.

Non è un caso che Gué abbia rappato insieme a Moreno Donadoni nel brano Imprenditori. Si può dire, dunque, che la figura che si è costruito Il Guercio è la figura di un artista che per adattarsi al mercato e per darsi un’immagine, ha deciso di buttarsi in mondi totalmente diversi gli uni dagli altri, per il semplice gusto di provare nuove esperienze lavorative da quella della musica. Si ha dunque, la figura di un artista che rompe le barriere e non si limita più ad essere solo un artista, ma un imprenditore a tutti gli effetti.

 

Uno dei rapper più produttivi degli ultimi tempi.

Inoltre, Gué è anche uno dei rapper più produttivi degli ultimi tempi: infatti, se lo si considera già soltanto per gli album realizzati, è riuscito a toccare picchi di 1 e a volte anche 2 album all’anno, senza considerare anche tutte le altre attività.

Insieme a Gemitaiz (che anch’egli produce un album o due all’anno) è uno dei rapper più produttivi e prolifici degli ultimi anni.

Anche le collaborazioni per Gué si sprecano: passa da artisti rap ad artisti pop, da artisti mainstream ad underground, italiani e stranieri.

Kurdo, Pino Scotto, Duke Montana, Elodie, Emis Killa, Moreno, Biagio Antonacci, Eros Ramazzotti, J-Ax… Questi sono solo alcuni dei nomi che hanno chiamato Gué Pequeno in una loro canzone a duettare insieme, a testimonianza anche del fatto che sia uno degli artisti più versatili del rap, ed è sicuramente un enorme punto a suo vantaggio, che gli ha permesso di arrivare dove è arrivato, facendosi strada in tutti i modi possibili, senza, però, snaturarsi mai né come personaggio, e senza snaturare i propri contenuti e i propri messaggi.

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