Fsk Satellite: la “trapshit” made in Italy

Appena apparsa sulla scena rap italiana la trap della FSK è stata etichettata come malvagia, di bassa quallità. Tuttavia, il gruppo veicola un messaggio molto importante e capire il fenomeno FSK è fondamentale per capire a fondo le nuove generazioni. Onestamente mi sono approcciato da poco alla loro realtà, che mi era stata sconsigliata da amici. Quando li ho ascoltati la prima volta la mia testa ha iniziato a girare a vuoto e non capivo se della loro musica mi stesse sorprendendo di più il suono o il modo di esprimersi.

Parole in inglese sparse qua e là, tantissimi ad-libs neanche stessi ascoltando un pezzo di Waka Flocka del 2011, un susseguirsi di stili già sentiti ma differenti. Lo scream-rap di 6ix9ine o XxxTentacion che si unsice al no-sense e la provocazione di Lil Pump. Prendiamo poi, per esempio, un pezzo che cerca di essere romantico come “Melissa P”, si vede una grande inadeguatezza del gruppo a svolgere questo ruolo che però non ha rinunciato ad interpretare. Basi molto particolari e varie, che sono il primo caso in Italia (e forse in tutto il mondo) di trap e musica house insieme, con suoni che sembrano quasi EDM o Acid House, reinterpretate con la giusta originalità.

Forse alcuni di voi hanno letto “il gruppo veicola un messaggio importante” e si sono chiesti il perchè di tale affermazione, non trovando una spiegazione di ciò. La spiegazione è che la FSK non è altro che il risultato di tutto ciò che è stato proiettato addosso ai giovani negli ultimi anni. Quando una persona sta ancora formando la sua personalità è più facilmente influenzabile, quindi è normale che dei ragazzi cresciuti pure a contatto con la piccola criminalità abbiano potuto intraprendere questa via. Dopo aver visto Lil Wayne con i tattoo in faccia e la codeina sul palco, dopo avere assistito ad un altro fenomeno più complesso di ciò che si pensa come Young Signorino, dopo anni di Dark Polo Gang con suoni nuovi e mazzette su Instagram, dopo le apparizioni di Carl Brave e Franco 126 in radio con canzoni pseudo-romantiche ambientate nella giungla urbana, dopo l’house in tutti i club d’Italia e la bella vita elogiata in qualsiasi maniera, questo è il risultato. Non sono qui per giudicare se il loro immaginario sia positivo o negativo e non conosco personalmente le vicende di nessuno dei membri della FSK, ma voglio solo sottolineare la loro importanza a livello culturale.

Questo gruppo, infatti, non si pone nessun vero scopo se non quello di arricchirsi, per vivere quella vita “Money, hoes and clothes” che già Notorious B.I.G. sognava, retaggio culturale proveniente anche dalla trap moderna. Per farlo, però, gli FSK non escludono comportamenti discutibili (vedi i video con armi e droghe) e discussi, che hanno alzato delle polemiche su di loro. Se fossimo negli States, cari lettori, queste polemiche non si sarebbero mai alzate perchè in quel paese è all’ordine del giorno assistere a comportamenti del genere da parte dei rapper.

Vedendo gli esempi americani, non mi stupisce affatto che dei ragazzini parte forse della piccola criminalità si credano la mafia, o che non abbiano ritegno su ciò che postano sui social networks. Se il percorso del gruppo è solo all’inizio e smuove già molte persone è perchè, dentro di noi, siamo un po’ tutti FSK, in quanto le basi culturali e mediatiche che questo gruppo estremizza e che hanno portato alla sua creazione sono quelle a cui tutti noi abbiamo assistito in questi ultimi anni di cultura di massa.

Articolo di Matteo Pinamonte – https://www.instagram.com/pinuch23/

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