Scusate per la pioggia: recensione di Anima Mundi di Axos

“L’anima del mondo, l’energia vitale che accomuna individui differenti fra loro. Così è stato concepito il disco”. Con queste parole Axos ha annunciato sui social il suo ultimo progetto, “Anima Mundi”, pubblicato lo scorso 30 ottobre per Universal Music e Polydor.

Il concept dell’album è ben definito fin dal titolo: con “Anima Mundi” si indica una teoria filosofica, trattata principalmente in Occidente dai platonici, secondo cui la natura può essere assimilata a un organismo unico: tutti gli individui, nonostante le proprie specialità, possono ricondursi a un’anima comune.
“C’è una maschera per la famiglia, una per la società, una per il lavoro. E quando resti da solo, non rimane più niente”. Questa citazione d’altri tempi di Pirandello riassume perfettamente ciò che è alla base del disco: “Anima Mundi” è il viaggio di un fragilissimo Andrea, che sente la necessità di scavare dentro di sé per trovare una risposta a ciò che il mondo gli pone davanti, per affrontare con forza quella vita che gli ha portato solo ombre e sofferenze, per capire quale “maschera” indossare nel rapportarsi con il mondo. Un Axos debole si staglia su una patina di malinconia, si lascia andate in un flusso di coscienza in cui le delusioni prendono il sopravvento: l’anima di un cuore spezzato e sognatore, consapevole che in fondo “L’amore Ci Farà A Pezzi Ancora”.

Il concept del disco si può estendere anche al sound: Axos stesso ha dichiarato di aver voluto unire generi e percorsi musicali diversi tra loro, dal rap all’elettronica, passando per il rock e il lo-fi.
Nonostante la personalità del viaggio dell’artista, sono ben inseriti i featuring con Kina, produttore di fama internazionale, Ghemon e Rosa Chemical. I primi due, presenti rispettivamente in “50mila baci” e “Settimo cielo”, accompagnano Axos con un beat e una strofa in cui la malinconia fa da padrona. “Hallelujah”, invece, è stato definito dall’artista come “l’inno leggero del disco”, complice della personalità di Rosa: un singolo non etichettabile in nessun genere che porta luce in un disco dai colori scuri.

“Anima Mundi” è la consacrazione del percorso iniziato con “Mitridate”: un’evoluzione netta, scandita tra singoli ed EP, sia liricamente che emotivamente parlando . L’avevamo lasciato come un ragazzo su cui erano appena stati puntati i riflettori, immerso in un turbinio di emozioni che venivano scagliate sul foglio senza filtri, e l’abbiamo ritrovato come un uomo maturo, pieno padrone delle parole e capace di far catapultare l’ascoltatore nel suo io.

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